12 Gen, 2008

figlio cosa pensi?

Inviato da undelio 21:46 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale

"cosa racconterai a tuo figlio, se ti chiedera' tu cosa facevi?"

"Siamo sicuri che i nostri figli ci chiederanno qualcosa con tanta curiosita'?". 

11 Gen, 2008

Napoli, cittadini, ultras e monnezza

Inviato da undelio 17:34 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (1) | Generale

"Ma cosa sta succedendo li' a Napoli?", "Ma cosa avete combinato a Napoli?",
le domande piu' in voga nelle ultime settimane, con l'intramezzo della
settimana dell'amore esternato sottoforma di regali.
Il cosa sta succedendo non e' assolutamente una novita', e' vita quotidiana,
vita consumata e spesso sperperata in parole con pochi fatti, anzi... a volte
anche con poche parole. Gia' da 15 anni si profilava questo presente cosi'
putrido e puzzolente, quando Nunzio Perrella un ex boss del Rione Traiano disse, "Dotto',
non faccio più droga. No, adesso ho un altro affare. Rende di più e soprattutto
si rischia molto meno. Si chiama monnezza, dotto'. Perché per noi la monnezza
è oro". Oggi, dove 15 anni fa si sversavano rifiuti di ogni genere, da quelli
cittadini a quelli industriali, illegali e pericolosi, si susseguono i presidi
dei cittadini contro lo sversamento LEGALE deciso dalla regione. Oggi i
cittadini di Pianura sono quasi tutti uniti contro la riapertura della
discarica proprio fuori le proprie finestre, contro la pezza che vogliono
mettere le istituzioni locali per far sparire per qualche altro mese
l'emergenza.
Inutile nascondere il mio profondo dolore e sofferenza, ascoltando commenti
dei cosi' detti "vall 'ngopp a munnezz" "Galli sulla munnezza", o di persone
il cui unico commento e' "munnizzari", quando i loro padroni, sversavano
illegalmente nelle nostre fertili terre. E' come dire che la colpa del
traffico di droga sia solo di chi consuma, non di chi vende. Ogni giorno
bisogna sempre mortificarsi e ingoiare il rospo, oppure cercare di difendersi
per quei 5 minuti che riescono a farci trattenere con l'interlocutore cieco.
Io, ci sono stato ai presidi di questi giorni, ho visto due tipi di rivolte.
Due tipi di persone, fuori a dei cancelli di ferro riciclato, che intonacavano
una terra quasi islandese, per i fumi che fuoriuscivano dal terreno, fumi
velenosi, puzzolenti.
C'erano le persone che manifestavano il loro dissenso alla riapertura della
collina di rifiuti. Persone pacifiche, persone con occhi lucidi e con la
rabbia tra i denti. Alcune di loro travestite da agenti greenpeace, che
ripetevano il rosario a memoria, altre che prima del presidio avevano
depositato sotto un cavalcavia il proprio frigorifero vecchio. Io ero tra questi,
non cercavo di capire l'origine della rabbia, e' la stessa che mi portavo
dietro anch'io, cercavo di capire perche' quelle persone giusto 4 mesi
prima non e' scesa a protestare contro le discariche a cielo aperto che si
trovavano proprio ai bordi delle loro strade, fuori le scuole dei propri
figli, ma la cosa che mi fa piu' dolore e' il perche' nessuno abbia mai
protestato contro le circa 150 discariche abusive nella provincia di Napoli,
discariche sotto il controllo della camorra, dove magari uno dei manifestanti
lavorava. Ho cercanto di parlarne con qualcuno, ma il dialogo era quasi
impossibile, la rabbia li soprassedeva, li divorava dall'interno, senza
lasciare traccia di un attimo di coscienza.
Il loro grido era vero e sentito, era giusto ed io li ho seguiti, ma la mia
domanda era sempre li', tra un incendio e l'altro.
L'altra tipologia di protesta era quella della guerriglia, con quella stessa
parola che si ascolta ogni domenica allo stadio: "mentalita'", la mentalita' di
distruggere senza domandarsi. La mentalita' di protestare contro gli
inceneritori, bruciando quintali e quintali di immondizzia per strada, la
mentalita' di assaltare un camion dei pompieri giunto per spegnere i roghi dei
nostri avanzi, spaccando il vetro e lanciando nell'abitacolo una bomba carta,
io mi sono sentito molto vicino ai pompieri non ai guerriglieri quel giorno,
non voglio fare il Pasolini della giornata, ma attentare i pompieri e' la
cosa piu' stupida che io abbia mai visto. I ragazzi con "mentalita'", che il
giorno prima erano a preparare gli striscioni per milan-napoli, erano li', a
volto coperto, con in tasca bulloni e cocaina, tra reporter con le proprie
telecamere, non fracassate, ma rubate, tra molotov usate per incendiare i
rifiuti, si.. gli inceneritori piu' inquinanti erano proprio loro, proprio loro
che lottano contro gli inceneritori legali, o quasi. Ho chiesto a qualcuno di
loro, quando cercavano di riprendere fiato, cosa li spingesse a fare quello,
mi han detto che "la mentalita' ultras e' contro la polizia", al che ho
domandato, "e la monnezza?", "quella ci sara' sempre, noi vogliamo solo
uccidere questi bastardi".
Non sono un filo-poliziotto, ma in quel momento non ero nemmeno un ultras.

Ecco cosa diro' ai miei figli, quando mi chiederanno cosa successe a Napoli quei giorni. 

28 Nov, 2007

Massa, vecchia massa

Inviato da undelio 18:26 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale

Le masse non si smuovono o si scompongono se l'obiettivo da colpire non e' un nemico (anche se non fa male direttamente) comune a tutti, basta pensare all'urla-dal-palco-le-piazze Grillo che ha portato in piazza migliaia di persone ed altre le forgia in rete. O comunque si tenta di generalizzare qualsiasi ingiustizia per smuovere l'intera opinione pubblica. Non si conosce piu' il nemico.

25 Nov, 2007

Pensieri uguali in menti diverse

Inviato da undelio 17:24 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (3) | Generale

Oggi sfogliando un libro di Giorgio Amendola - Una scelta di vita, ho trovato un volantino di Lotta Continua (sara' stato di mio padre), ingiallito e con quell'odore di carta invecchiata. Gia', Roba vecchia. L'ho letto e riletto almeno 2 volte, poi mi son soffermato sulla data, anni 70, anni pesanti come piombo. Anni ricchi di parole, di scoperta, di fragilita'.

Il volantino rivendica l'assassinio di un certo anarchico Franco Serantini, di cui non avevo mai sentito parlare, cerco qualche informazione e leggo che a Pisa esiste una biblioteca aperta dai compagni anarchici a suo nome.



Franco Serantini (il suo nome di battesimo era Francesco) nasce il 16 luglio 1951 a Cagliari. Abbandonato al brefotrofio vi rimane fino all’età di due anni quando viene adottato da una coppia senza figli. Dopo la morte della madre adottiva viene affidato ai “nonni materni”, con i quali vive, a Campobello di Licata in Sicilia, fino al compimento del nono anno di età, poi viene nuovamente trasferito in un istituto di assistenza a Cagliari. Nel 1968 viene trasferito dall’istituto di Cagliari in quello per l’osservazione dei minori di Firenze e da qui – pur senza la minima ragione di ordine penale – destinato al riformatorio di Pisa “Pietro Thouar” in regime di semilibertà (deve mangiare e dormire in istituto). A Pisa, dopo aver conseguito la licenza media alla scuola statale Fibonacci, frequenta la scuola di contabilità aziendale.

Pinelli e Valpreda

Le conoscenze che acquisisce ed i nuovi rapporti che allaccia lo portano a guardare il mondo con occhi diversi e ad avvicinarsi all’ambiente politico della sinistra: frequenta le sedi delle Federazioni giovanili comunista e socialista, passa da Lotta Continua per approdare, tra la fine del 1970 e l’inizio del 1971, al gruppo anarchico “Giuseppe Pinelli” che ha la sede presso la Federazione Anarchica Pisana (aderente ai G.I.A.) in via S. Martino al numero civico 48. Insieme a tanti altri compagni si impegna in tutte le iniziative sociali di quegli anni, come l’esperienza del “Mercato rosso” nel quartiere popolare del CEP, in molte azioni antifasciste, nella campagna di controinformazione sulla strage di Piazza Fontana e l’assassinio di Giuseppe Pinelli. Partecipa con passione all’acceso dibattito che la candidatura di protesta alle elezioni politiche di Pietro Valpreda ha innescato nel movimento anarchico.

Pestato a sangue

Il 5 maggio 1972 prende parte, come altri compagni anarchici, al presidio antifascista indetto da Lotta Continua a Pisa contro il comizio dell’onorevole Giuseppe Niccolai del Movimento Sociale Italiano. Il presidio viene duramente attaccato dalla polizia; durante una delle innumerevoli cariche Franco viene circondato da un gruppo di celerini del Secondo e del Terzo plotone della Terza compagnia del I Raggruppamento celere di Roma, sul lungarno Gambacorti, e pestato a sangue. Successivamente viene trasferito prima in una caserma di polizia e poi al carcere Don Bosco, dove, il giorno dopo, viene sottoposto ad un interrogatorio, durante il quale manifesta uno stato di malessere generale che il Giudice, le guardie carcerarie ed il medico non giudicano “serio”. Dopo quasi due giorni di agonia, Serantini viene trovato in coma nella sua cella, trasportato al pronto soccorso del carcere muore alle 9,45 del 7 maggio.

L’autopsia

Il pomeriggio dello stesso giorno le autorità del carcere cercano di ottenere tempestivamente dal Comune l’autorizzazione al trasporto e al seppellimento del cadavere. L’ufficio del Comune si rifiuta di concedere il benestare alla tumulazione, mentre la notizia della morte di Serantini rimbalza in tutta la città. Luciano Della Mea, antifascista e militante storico della sinistra pisana, decide insieme all’avvocato Massei di costituirsi parte civile. Il giorno dopo ha luogo l’autopsia. L’avvocato Giovanni Sorbi, che aveva voluto assistervi, così ricorderà la triste circostanza: “È stato un trauma assistere all’autopsia, veder sezionare quel ragazzo che conoscevo. Un corpo massacrato, al torace, alle spalle, al capo, alle braccia. Tutto imbevuto di sangue. Non c’era neppure una piccola superficie intoccata. Ho passato una lunga notte di incubi”. I funerali di Serantini si tengono il 9 maggio 1972 e vedono una grande partecipazione popolare.


Piazza Serantini

Al cimitero, Cafiero Ciuti, un anziano militante anarchico antifascista della prima ora, pronuncia l’ultimo discorso di commiato. In quei giorni, con il diffondersi della notizia, in molte città d’Italia si tengono manifestazioni. Il 13 maggio a Pisa Lotta Continua ne indice una che vede una grande partecipazione di folla; al termine del corteo, in piazza S. Silvestro, dopo un comizio di Gianni Landi per gli anarchici e di Adriano Sofri per Lotta Continua, viene apposta all’ingresso del palazzo Tohuar una lapide in ricordo. Le manifestazioni e le iniziative per ricordare Serantini travalicano i confini regionali: nel 1979 a Torino gli viene dedicata una scuola media; nel 1979 a Pisa nasce la biblioteca omonima e nel 1982 in piazza S. Silvestro, ribattezzata nel frattempo dalla gente “piazza Serantini”, viene inaugurato un monumento donato dai cavatori di Carrara.


“Non ricordo”

Le indagini per scoprire i “responsabili” della morte di Serantini affogano nella burocrazia giudiziaria italiana e nei “non ricordo” degli ufficiali di PS presenti al fatto. I sessanta uomini del Secondo e del Terzo plotone della Terza compagnia del I Raggruppamento celere di Roma che sono i protagonisti della vicenda scompaiono nelle nebbie delle stanze della magistratura. Ma la vicenda di Serantini rimane all’attenzione dell’opinione pubblica grazie alla campagna stampa dei giornali anarchici (A rivista anarchica, L’Internazionale e Umanità Nova), di Lotta Continua, di quelli democratici e di movimento, e all’attività dei comitati “Giustizia per Franco Serantini”. Alla fine di marzo del 1977 il dottor Mammoli, il medico del carcere che aveva visitato Serantini, viene ferito alle gambe da mani ignote. Un volantino a nome di Azione Rivoluzionaria rivendicherà l’attentato.

 [Tratto da http://www.anarca-bolo.ch]

Stessa morte, differenziata dalla variabile mediatica, diversi modi di fare, di pensare, chi e' oggi il morto ucciso cosi' tanto parlato? Cosa faceva? Che pensava politicamente e socialmente? Chi l'ha mai visto? Chi ce ne parla? Nessuno, ma resta sempre ragazzo, non piu' compagno.

Il volantino recita:

No alle leggi fasciste di polizia
lotta continua

Compagni studenti,
cinque maggio '72 il compagno Franco Serantini viene ucciso dai celerini
perche' antifascista. Da tre anni i suoi uccisori sono ancora impuniti.
Cinque maggio '75 le camere discutono con procedura di urgenza un testo di
leggi di polizia dove tra l'altro c'e' per i poliziotti che uccidono un
apposito tribunale - il che significa impunita' garantita per gli assassini e
stimolo a uccidere di piu'.
A pochi giorni dal 25 aprile che ha visto le masse proletarie riaffermare
nelle piazze la loro volonta' di farla finita con i fascisti e la democrazia
cristiana che li protegge chiudendo decide di covi fascisti e sedi del M.S.I.
contro questa mobilitazione si e' scagliata la livida rabbia di fanfani e dei
padroni, che dopo aver fatto uccidere quattro compagni dai fascisti in divisa
ed in borghese, tentano di utilizzare la loro morte per rilanciare una
pretestuosa campagna sull'ordine pubblico.
Fermo di polizia, uso delle armi da parte della polizia durante le
manifestazioni, confino di polizia esteso ai reati politici, legge sulle armi
(bandiere e bastoni sono considerate come le pistole e la dinamite usate dai
fascisti in questi anni per le loro stragi) , tutte queste misure non sono
certo contro la criminalita', ne' tantomeno contro i fascisti che per 30 anni
hanno agito indisturbati protetti dalla DC, dalla polizia, dalla magistratura,
MA SONO DIRETTE A STRONCARE IL MOVIMENTO OPERAIO, A RICACCIARE INDIETRO LE
LOTTE DEGLI OPERAI E DEGLI STUDENTI, A TOGLIERE LORO LE PIAZZE.
Di fronte a queste leggi, gravissimo e' l'atteggiamento di debolezza e
compromesso delle sinistre ufficiali, PSI e PCI, i quali parlano solo di
emendamenti, senza chiamare alla mobilitazione.
Come gia' 2 anni fa, la mobilitazione della classe operaia e degli studenti
spazzarono via il Fermo di Polizia e il Governo Andreotti anche oggi deve
essere la mobilitazione diretta degli operai, dei proletari e degli studenti a
sconfiggere le leggi fasciste, la DC e il Governo Moro che si propone di
ottenere quello che Andreotti non e' riuscito ad ottenere.

IL 6 MAGGIO SCIOPERO NAZIONALE DEGLI STUDENTI INDETTO DALLE ORGANIZZAZIONI
RIVOLUZIONARIE.
MOBILITIAMOCI TUTTI IN QUESTA PRIMA SCADENZA DI LOTTA CONTRO IL FERMO DI
POLIZIA E LE LEGGI FASCISTE DELLA DC.
PREPARIAMO QUESTA SCAENZA CON ASSEMBLEE, COMIZI, CON INIZIATIVE NELLE SCUOLE E
NEI QUARTIERI PROLETARI.


ciclinprop
Viale A

        DOMENICA MOSTRA E RACCOLTA FIRME CONTRO LE LEGGI DI POLIZIA A PIAZZA
        PRIMAVERA.

  volantino lotta continua

Uguale la morte, diversa la presa di coscienza, uguali le leggi, diversi i giudici, uguali i ragazzi, diversi i compagni. 

24 Nov, 2007

Come i media Zionisti nascondono la vera guerra in Iraq

Inviato da undelio 00:10 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale

La verita' che non scuote:

http://www.rense.com/general79/watch.htm

Questa e' una missione di pace. [cit.]

23 Nov, 2007

Caro Delio

Inviato da undelio 16:59 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale

 Caro Delio,

ho saputo che vai a scuola, che sei alto ben 1 metro e 8 centimetri e che pesi 18 chili. Cosi' penso che tu sei gia' molto grande e che tra poco tempo mi scriverai delle lettere. In attesa di cio', puoi gia' oggi fare scrivere alla mamma, sotto tua dettatura, delle lettere, come facevi scrivere a me, a Roma, i pompo' per la nonna. Cosi' mi dirai se a scuola ti piacciono gli altri bambini e cosa impari e come ti piace giocare. So che costruisci aereoplani e treni e partecipi attivamente all'industrializzazione del paese, ma poi questi aereoplani volano davvero e questi treni corrono? Se ci fossi io, almeno metterei la sigaretta nella ciminiera, in modo che si vedesse un po' di fumo!  Poi mi devi scrivere qualche cosa di Giuliano. Che te ne pare? Ti aiuta nei tuoi lavori? E' anch'egli un costruttore, oppure e' ancora troppo piccolo, per meritarsi questa qualifica? Insomma io voglio sapere un mucchio di cose e poiche' tu sei cosi' grande, e, mi hanno detto, anche un po' chiacchierino, cosi' sono sicuro che mi scriverai, con la mano di mamma, per adesso, una lettera lunga lunga, con tutte queste notizie e altre ancora. E io ti daro' notizie di una rosa che ho piantato e di una lucertola* che voglio educare.  Bacia Giuliano per conto mio e anche la mamma e tutti quanti di casa e la mamma bacera' te a sua volta per conto mio.

                                                                                                                                                                                   Toi papa

* Ho pensato che tu forse non conosci le lucertole: si tratta di una specie di coccodrilli che romangono sempre piccini.

La dolcezza e la dignita' di un uomo che invita alla scrittura tutti i suoi figli. Lettera dal carcere scritta da Gramsci al figlio, Delio.